PROCESSO ALLA REPUBBLICA ITALIANA
Lunedì 10 agosto ore 21
Villa Torlonia – Parco Poesia Pascoli
Accusa: Davide Conti, Marco Valbruzzi
Difesa: Roberto Balzani, Maurizio Ridolfi
Presidente del tribunale: Gianfranco Miro Gori
𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚̀ 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞
Ingresso libero non prenotabile dalle ore 20 fino ad esaurimento posti (900)
In caso di maltempo, il Processo si svolgerà nella Sala del Teatro (100 posti)
376 1221531
IL TRIBUNALE
Nel Processo alla Repubblica Italiana a sostenere l’accusa saranno gli storici Davide Conti (Università La Sapienza di Roma) e Marco Valbruzzi (Università Federico II di Napoli). La difesa sarà affidata agli storici Roberto Balzani (Università di Bologna) e Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia). Presidente del Tribunale sarà Gianfranco Miro Gori, fondatore del Processo e direttore di Sammauroindustria.
Lo scenario dell’evento è ancora una volta la Torre di Villa Torlonia, luogo profondamente legato alla memoria pascoliana. Fu infatti amministrata da Ruggero Pascoli, padre del poeta Giovanni, assassinato da ignoti proprio il 10 agosto 1867. Una data simbolica che rende questo appuntamento ancora più significativo.
Perché processare la Repubblica
Accenni di accusa e difesa
L’imputazione che porta alla sbarra la Repubblica Italiana è sintetizzata da Gianfranco Miro Gori nella domanda:
“Ha mantenuto le sue promesse?”
Secondo l’accusatore Davide Conti, «con la nascita della Repubblica il 2 giugno 1946 si apre una fase inedita della storia d’Italia che, attraverso il lavoro dell’Assemblea Costituente, avvia la transizione dalla dittatura fascista a una democrazia fondata su libertà, giustizia sociale, parità di genere, uguaglianza sostanziale e sovranità popolare. Ottant’anni dopo, ha prevalso la continuità con l’eredità dello Stato fascista oppure la Costituzione può dirsi integralmente applicata?».
Sulla stessa linea Marco Valbruzzi, che rilancia il quesito: «Che cosa accade quando una Repubblica democratica smette di inseguire l’orizzonte disegnato dalla propria Costituzione? Forse è in quel momento che le sue conquiste cessano di apparire irreversibili e il futuro torna a dipendere, ancora una volta, dalla coscienza dei cittadini».
Di diverso avviso i difensori. Roberto Balzani sottolinea come «gli italiani di oggi siano ormai repubblicani “nativi”, cresciuti in un ambiente repubblicano, una novità nella storia della penisola dopo secoli di monarchie». Per Maurizio Ridolfi, invece, «la Repubblica degli italiani e delle italiane è un cantiere ancora aperto, che ha saputo radicare i valori costituzionali, la democrazia parlamentare e il ruolo delle istituzioni, mantenendo un posto significativo anche nello scenario europeo e internazionale».
Come da tradizione, sarà il pubblico, munito di paletta, a emettere il verdetto finale.